Cabernet Franc

6,00 IVA inclusa

Il Cabernet Franc è un vitigno che sa regalare grandi vini, dotati di equilibrio e bevibilità che pochi altri possono vantare. Si presenta con un colore rubino scuro, che con gli anni tende al granato. I suoi profumi di peperone, pepe, tracce fumé e humus (foglie), si mescolano ad un frutto scuro dove troviamo mirtilli, ribes, lamponi e fragole con una marcata nota erbacea. Invecchiando evolve con note di liquirizia, alloro, menta, cioccolato e violette. La sua carica balsamica è inconfondibile.

Bottiglia da 0,75lt.

Categoria:

Descrizione

Vino dalla spiccata personalità, è uno tra i vini rossi più facili da riconoscere, anche da parte di chi si avvicina al mondo del vino. Infatti il suo alto contenuto di pirazine marca con inconfondibili tracce fumé e di peperone. Di colore rosso rubino intenso, ha un caratteristico profumo erbaceo da giovane. Aggressivo, aristocratico, pieno, di gran corpo, scarso d’alcol e ricco di acidità e di tannino. Mentre se invecchiato perde non del tutto l’erbaceo giovanile, si affina, diventa elegante e generoso, di gran stoffa.

Caratteristiche

Tipologia: vino rosso.
Colore: dal rosso rubino al rosso sangue.
Profumo: i profumi ricordano i cespugli in un bosco, con mirtilli, lamponi e more che si accompagnano ad erbe alpine, note di sottobosco, e di grafite. Altri profumi caratteristici sono note terrose, rabarbaro, prugne, eucalipto, cedro, tabacco e ciliegie sotto spirito.
Sapore: è rotondo, caldo, ampio, di medio corpo, ma dotato di una freschezza vivace e mai troppo pesante.
Alcol svolto: 12% vol.
Temperatura di servizio: 14/16°C se giovane, 18/20°C se invecchiato
Bottiglia: 0,75 l
Conservazione: è un vino da bersi giovane, preferibilmente entro l’anno. Le bottiglie vanno conservate verticali, in ambiente fresco ad umidità costante, lontano dalla luce. dalle fonti di calore.

Abbinamenti

I vini più giovani e freschi si accompagnano bene con salumi anche stagionati o piatti di pasta con sughi di carne anche a base di selvaggina. I vini più strutturati si prestano all’abbinamento con carni alla griglia o arrostite, fino anche a selvaggina di piccola taglia, sia da pelo che da piuma.

Indicato anche per formaggi invecchiati a pasta dura.

Nella cucina friulana viene spesso abbinato al salame cucinato con cipolla e aceto, lepre in salmì, cinghiale in umido.

Colli trevigiani

La zona di produzione delle uve per l’ottenimento dei mosti e dei vini atti ad essere designati con la indicazione geografica tipica «<strong>Colli Trevigiani</strong>» comprende l’area collinare del territorio amministrativo della provincia di Treviso.

L’area dei colli Trevigiani vanta un’<strong>antichissima tradizione legata alla coltura della vite</strong>, le cui prime testimonianze scritte risalgono alle lapidi dei coloni romani.
In seguito la vocazione alla produzione di vini in questa zona è testimoniata da numerosissimi documenti, a partire dagli “Statuti Coneglianesi” del 1282, a quelli relativi alla dominazione della Repubblica Veneziana, alle testimonianze per l’apprezzamento del vino dei colli Trevigiani.
La tradizione vitivinicola di questo territorio e la cultura scientifica, trovano concreta applicazione con la nascita nel 1876 a Conegliano della prima Scuola di Viticoltura ed Enologia d’Italia, dalla quale si è sviluppata, nel 1923, la prima Stazione Sperimentale di Viticoltura ed Enologia, ancor oggi sede di riferimento per la ricerca e sperimentazione viticola per il Ministero dell’Agricoltura Italiana.
Il nome dei vini dei Colli Trevigiani era famoso e utilizzato fin dai primi anni del secolo, specialmente a Venezia ma non solo per indicare i vini provenienti da questi colli.
“Colli Trevigiani”, come indicazione geografica, è stata sistematicamente utilizzata dai produttori vitivinicoli a partire dal 1977.

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